(rec.) L'evolution du sens de la vie chez Gabriele d'Annunzio
Les Metamorphoses - di Ricciotto Canudo
| Pubblicato su: | Leonardo, anno II, fasc. 14, p. 40 | ||
| Data: | novembre 1904 |

pag. 40
RICCIOTTO CANUDO. L'evolution du sens de la vie chez G. d'Annunzio (in Arts de la Vie, Mai-juin 1904). — Les Metamorphoses (in Europe Artiste, septembre 1904). A. CHIAPPELLI. — Verso il nuovo idealismo. — Roma, Ufficio della Nuova Parola, 1904.
Ricciotto Canudo ha qualcosa di un personaggio di Balzac. C'è in lui del Rastignac e del Balthazar Claês, dell'arrivista alla yankee che nella stessa giornata fa il mercante di tela e il giornalista e del chercheur d'absolu che insegue fra mezzo ai ritmi delle musiche tedesche qualche ombra della saggezza cinese. Emigrato dalla Puglia piena di sole al Parigi pieno di fango egli è riuscito a penetrare in quotidiani e riviste (Le Siécle, Les Arts de la Vie, le Mercure de France, ecc.) si è fatto capo e restauratore di una vecchia rivista, L'Europe Artiste, ma non ha dimenticato nè la sua madre antica: la Grecia — nè la sua madre vera : l'Italia — nè la sua madre d'adozione: l'Asia. E così egli ha rievocato il destino di Clitennestra; ha ricercata sottilmente l'anima italica di d'Annunzio; ed ha invocato per il pensiero occidentale, in quelle Metamorphoses che sono state dette in Francia il manifesto dei neo-romantici, le nozze spirituali col pensiero orientale, dalle quali dovrà uscire la nuova civiltà armonica e sintetica.
Giacchè egli desidera che «l'elan fou de quelque poete philosophe» ridoni una grande metafisica alla nostra razza sparpagliata e crei il tipo dell'Homo Novus che si elevi attraverso a una specie di solidarietà mistica fino alla gioia. E noi attendiamo, con speranza e desiderio, ch'egli parli più apertamente del suo sogno e che l'opera segua presto alla promessa.
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